Coop Sociale Santa Caterina Onlus

Intervento del presidente della Coop Soc. Santa Caterina presso il Consiglio Territoriale dell’Immigrazione

Buonasera,
sono Nicola Peirce e in questa sede rappresento due cooperative sociali (La Coop Soc. Santa Caterina e la Coop Agricola Soc. San Francesco) che operano da alcuni anni nell’accoglienza dei migranti richiedenti asilo e per il loro accompagnamento in un percorso di integrazione nel nostro territorio.

Nicola Peirce

Il mio coinvolgimento nella realtà dell’accoglienza dei migranti inizia nel 2012. Partendo dall’insegnamento evangelico: “ero forestiero e mi avete ospitato”, mi è stata concessa l’occasione di maturare un’esperienza pluriennale in questo contesto, affiancando il sacerdote responsabile dell’ufficio per la pastorale dei migranti dell’Arcidiocesi d Siena; esperienza che mi ha condotto verso moltissime persone. Per questo motivo, prima di cominciare vorrei esprimere la mia gratitudine nei confronti della Prefettura di Siena che non ha mai fatto mancare la sua collaborazione in tutti questi anni e Don Doriano il sacerdote dal quale ho appreso il significato del comandamento: “ama il tuo prossimo come te stesso”.

La Coop Soc. Santa Caterina e la Coop Agricola Soc. San Francesco

La Cooperativa Sociale Santa Caterina ONLUS quale ente gestore dei servizi di accoglienza dei Richiedenti Asilo sin dal principio della sua attività, oltre a garantire i servizi agli ospiti delle strutture in convenzione con la Prefettura di Siena, ha perseguito l’obiettivo di conferire agli stessi i requisiti essenziali per l’inserimento nel mercato del lavoro, primo indispensabile mattone sul quale costruire una prima integrazione che continua con una abitazione dignitosa e si perfeziona con il ricongiungimento familiare.

Nelle economie avanzate vi è una crescente spaccatura del mercato del lavoro. Questo succede quando la popolazione autoctona diserta i settori caratterizzarti da occupazioni poco allettanti economicamente e socialmente poco prestigiose che vengono così presidiate dalla manodopera immigrata. Nel gergo socio – economico, i lavori di cui si fanno carico gli stranieri sono denominati 3D (dirty, dangerous, difficult), ovvero sporchi, pericolosi e difficili (faticosi). Queste occupazioni sono diffuse nei settori dell’agricoltura, nell’industria pesante, nelle costruzioni e nei servizi domestici. La ricerca empirica ha documentato ampiamente che anche in tempi di recessione economica come quello causato dalla pandemia, gli autoctoni non sono disposti a svolgere questi lavori e la domanda di manodopera straniera rimane persistente. Manodopera straniera che si trova spesso in posizione di bisogno economico e di latente illegalità. A causa di questa peculiarità in questi settori si annida la pratica dello sfruttamento e del caporalato che interessa, purtroppo, anche il territorio Toscano.

Per tentare di contrastare queste proiezioni nel 2016 è stata costituita la Coop. Agricola Sociale San Francesco ONLUS, che in concorso con la Coop Soc. Santa Caterina, ha progettato ed attuato, percorsi di carattere formativo e lavorativo nel settore agricolo affinché i beneficiari di questi percorsi, oltre a sperimentare forme legalmente ammissibili di rapporti giuslavoristici, fossero in grado di acquisire soft e hard skills, ovvero competenze professionali formali ed informali da poter spendere nel mercato del lavoro. Questo percorso ha consentito l’inserimento, di numerosi soggetti, in realtà imprenditoriali anche di eccellenza, realtà che non hanno tempo ed interesse ad accollarsi la formazione del potenziale dipendente ma cercano personale già formato, almeno al primo livello.

In virtù di quest’esperienza le due cooperative, congiuntamente, hanno realizzato nel biennio giugno 2019 – giugno 2021, due progetti di formazione agricola mirata all’inserimento lavorativo di migranti, il primo con il contributo della Regione Toscana nell’ambito dei progetti regionali di integrazione e coesione sociale, concluso nel 2020 e il secondo con il contributo dell’Azienda USL Toscana Sud-Est a valere sui fondi europei del progetto ICARE, concluso nel giugno di quest’anno, che ha avuto anche risalto a livello mediatico essendo il primo esempio di tutela della salute della persona facendo leva sul recupero dell’autostima grazie alla qualificazione delle capacità professionali con il conseguente raggiungimento di un ruolo preciso nella gerarchia sociale.

Queste attività hanno concretizzato risultati più che apprezzabili: circa il 90% dei fruitori di questi programmi ha messo a frutto positivamente i percorsi di formazione arrivando ad un’occupazione, che ha garantito, per chi è uscito, e garantirà, per quanti ancora in accoglienza, i presupposti minimi per l’autosufficienza economica.
Naturalmente, i percorsi indicati non hanno escluso la priorità dell’apprendimento dell’italiano, dell’educazione civica e di informazione giuslavoristica (attività inserite nei progetti affianco al corso di apprendimento tecnico e svolte dai responsabili dei servizi di mediazione e informativa legale della Coop Santa Caterina).

Programmi 2022/2023

Dal primo ottobre di quest’anno è operativo presso la Casa del Popolo a Colle di Val d’Elsa, in spazi messi a disposizione dal Comune di Colle, lo sportello gratuito di orientamento legale e mediazione, della Coop Santa Caterina nato con lo scopo di rispondere alle numerose richieste provenienti della cittadinanza straniera residente nella Val d’Elsa, il servizio offerto vuole facilitare la comunicazione tra utenza e pubblici uffici e essere da supporto nella presentazione e svolgimento delle procedure afferenti al diritto dell’Immigrazione.
Lo sportello nasce nell’ambito dell’accordo quadro per la realizzazione di progetti di integrazione e promozione sociale stipulato dalla Cooperativa con la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa (FTSA), l’accordo prevede lo sviluppo di ulteriori iniziative mirate a offrire risposta alle persone in disagio socio-economico, presenti nel territorio comunale.

Nel mese di maggio 2021 si è svolto un incontro con l’assessore alle politiche sociali del Comune di Castelnuovo Berardenga. Il tema principale, anche in virtù dell’ottimo rapporto esistente tra la cooperativa Santa Caterina e i dirigenti comunali, è stato come coordinare al meglio la presenza del CAS posto nel territorio comunale e gestito dalla cooperativa. Preambolo involontario a quest’incontro è stato, purtroppo, un episodio di caporalato in ambito agricolo, con infortunio, di cui è stato oggetto un Richiedete Asilo ospitato nel CAS in questione, evento immediatamente gestito al meglio dalla Prefettura e dagli organi investigativi competenti.

Questo episodio ha dato lo spunto ad una co-progettazione che coinvolge l’ente locale, le aziende agricole e il terzo settore. Il Comune ha promosso un tavolo, al quale sono state chiamate le aziende agricole del territorio comunale e le nostre cooperative per verificare la possibilità di attivare progetti di formazione e inserimento lavorativo in ambito agricolo, simili a quelli già attuati.

A gennaio 2022 partirà un programma di formazione pratico di house keeper, della durata di 2 mesi, per due gruppi di 10 Richiedenti Asilo . ciascuno, selezionati in base alla conoscenza della lingua italiana e all’esperienze maturata grazie alle attività retribuite svolte nei nostri CAS nell’ambito dei servizi di pulizia e manutenzione. Il programma nasce dalla richiesta della LSxenia Srl, società di servizi che gestisce l’housekeeping di 38 hotel nel

la provincia di Siena che ha avuto un’esperienza molto positiva con uno dei Richiedenti Asilo ospitato nei nostri CAS, da noi a suo tempo segnalato. Alla luce di quest’esperienza positiva la LS vuole formare un gruppo di dipendenti che, regolarmente contrattualizzati, svolga queste attività a partire dalla nuova stagione turistica. Il corso si terrà a Villa Scacciapensieri a Siena, hotel 4 stelle, sede della LSxenia.

Il Consorzio Agrilex: co-progettare la legalità

Il consorzio Agrilex è un’idea che nasce dall’incontro tra aziende che offrono servizi in agricoltura, tra cui la Coop Agr. Soc. San Francesco e aziende agricole (vitivinicole e olivicole) del nostro territorio che usufruiscono di tali servizi.L’analisi delle dinamiche operative che caratterizzano l’attività in questo settore e i rischi ai quali questa attività è esposta, hanno individuato nel lavoro irregolare l’elemento comune che affligge sia le aziende che offrono i servizi sia le aziende agricole che ne usufruiscono.

L’intenzione è quella di intervenire, con tecniche innovative di accreditamento (i.e.: Green Pass), attraverso uno strumento operativo (il consorzio) che consenta il controllo costante delle aziende che offrono i servizi in agricoltura. Il fine è offrire alle aziende che usufruiscono di questi servizi una

certezza di regolarità riguardo il lavoro che acquistano. In altri termini si tratta di impedire che dietro una parvenza di regolarità del lavoro in appalto si nasconda un sistema di subappalto latente dove si annida la gran parte del lavoro irregolare presente nel nostro territorio.

Il consorzio intende anche promuovere percorsi formativi in ambito agricolo, che permettano ai soggetti beneficiari di elevare la qualità delle proprie competenze per evitare di dover sottostare al ricatto predatorio dei caporali motivato dalle scarse capacità professionali del soggetto predato.
In base ai dati elaborati dall’Osservatorio Placido Rizzotto-CGIL, la Toscana (dati 2019) è seconda solo alla Sicilia nella triste classifica delle regioni a maggior tasso di caporalato e lavoro irregolare in agricoltura, con forme di sfruttamento che sono spesso legate alla presenza dei richiedenti asilo ospitati nel circuito dell’accoglienza convenzionata e di quelli che una volta usciti da tale accoglienza, si trovano in disagio economico e abitativo (…offrire alloggio dignitoso ai lavoratori).
Questo progetto ha già avuto l’adesione di alcune delle maggiori realtà imprenditoriali del nostro territorio tra cui Banfi Società Agricola nella persona del suo Presidente Dr. Remo Grassi, da anni impegnato nella Pastorale Sociale e del Lavoro della nostra Arcidiocesi. L’ambizione di Agrilex è di compiere quanto chiesto in molte occasioni da Papa Francesco: coniugare i giusti interessi economici delle imprese con legalità e sostenibilità sociale.

In conclusione, vorrei lasciarvi una considerazione personale: nel corso della storia tutte le economie che si sono servite di forme di schiavitù e sfruttamento o comunque dell’uso disonesto, del lavoro umano, sono collassate a causa del loro comportamento. Dalla biblica fuga degli ebrei schiavi dall’Egitto con conseguente collasso delle produzioni a causa della perdita di tutta la manodopera, alla più recente guerra di secessione americana con il declino degli stati del sud che basavano la loro economia sulla schiavitù, a favore degli stati del nord che hanno visto il libero afflusso dal sud della manodopera necessaria alla loro industrializzazione. Questi due eclatanti esempi – ai quali sarebbe possibile sommarne molti altri che hanno contaminato con la loro barbarie il corso della storia – sono il ritratto dell’ipocrisia che si nasconde dietro le attuali forme di schiavitù, più o meno evidenti, tra le quali la pratica del caporalato agricolo è una delle più scellerate e sono convinto che tale nuova forma di schiavitù se non arginata, diventerà un boomerang per il nostro sistema agro-industriale: quando i nuovi schiavi si accorgeranno di essere prigionieri di un collettività disonesta lasceranno “l’Egitto” senza forza lavoro e le nostre vigne e i nostri uliveti resteranno incolti.